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La Linea Gustav

Il 13 ottobre 1943 l'Italia del Governo Badoglio dichiara guerra alla Germania, mentre gli Alleati da Napoli, liberata il 1° ottobre, si dirigono verso nord e si preparano ad affrontare la resistenza delle truppe tedesche, saldamente attestate sulla Linea Gustav, dal Garigliano a Ortona. Nel tratto meridionale della Gustav, da Cassino alla foce del Garigliano, i Tedeschi sono così ben fortificati da costituire per gli Alleati un ostacolo quasi invalicabile.

A Spigno il primo rastrellamento avviene il 22 ottobre; la popolazione è invitata a lasciare il paese ma solo pochi abitanti si rifugiano sui monti vicini, mentre la maggior parte di loro non abbandona le proprie abitazioni. Il centro abitato perde, comunque, la consueta vitalità e le stesse autorità amministrative locali si dileguano: ognuno, a proprio modo, per fronteggiare l'emergenza. C'è chi, prevedendo il peggio, prepara rifugi per conservare vettovaglie, chi cerca di murarle nelle pareti delle case o delle cantine (specie olio e cereali); quelli che abitano nelle campagne si costruiscono ricoveri con tronchi d'albero e scavano ampie fosse nel terreno per nascondervi derrate alimentari e oggetti preziosi, che non possono lasciare nelle case, ormai insicure, con la speranza di poterli ritrovare dopo la bufera della guerra.

I Tedeschi, nei primi giorni di guerra, impegnati a potenziare la linea difensiva della Gustav lungo il Garigliano e il Rapido (da Minturno a Cassino), non avvertono ancora l'esigenza tattica di prendere posizione nel centro abitato di Spigno, che si trova alle falde di Monte Petrella, nelle immediate retrovie del fronte. Le loro esigue batterie sono situate nelle campagne, in prossimità del fronte.

In seguito allo sfondamento delle difese tedesche a Monte Lungo, a opera dei Bersaglieri del 52° Battaglione del primo Raggruppamento Motorizzato, i rastrellamenti nella nostra zona si fanno si fanno più frequenti e la popolazione è terrorizzata; l'ennesimo, improvviso arrivo in paese dei Tedeschi si verifica il 29 dicembre. Con il passare dei giorni altri uomini validi vengono presi a ritmo incalzante, strappati alle proprie famiglie e portati al fronte, per ripristinare le strade danneggiate dalle bombe, scavare ricoveri e trincee.

Una svolta nelle operazioni di guerra si verifica dopo la prima metà di gennaio allorchè gli Alleati (il 17 gennaio) sferrano una potente offensiva sulla linea del fronte, nel basso Garigliano. Dopo due giorni di aspri combattimenti, gli anglo-americani, aperta una consistente testa di ponte sul fiume, entrano a Minturno e Tufo, che vengono liberate. Abbandonata la prima linea, i Tedeschi sono costretti ad arretrare; di conseguenza, gli abitanti a ridosso del fronte si trovano sotto il tiro delle artiglierie alleate. Molti sfollati dalle zone direttamente coinvolte nelle operazioni militari si rifugiano a Spigno che, gremita di gente. di notte, diventa un brulicare di lumi a petrolio e di candele, attirando così, sull'antico centro medievale, l'attenzione degli Alleati (...)

 

Tratto dal capitolo XXI del libro "Spigno Saturnia, avvenimenti storici antichi e moderni"

Prof. Raffaele Tucciarone


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